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MINORI DSA E CONTO CORRENTE: ACCESSO NEGATO AI GENITORI PDF 
"In caso di riconoscimento di assegno per indennità di frequenza, può capitare che la banca, fortunatamente non tutte, richieda l'apertura di un conto corrente intestato al minore, ma nel momento in cui lo richiede, vincola l'uso di tale conto a provvedimenti del giudice tutelare, rendendo di fatto molto difficoltoso l'utilizzo di tali piccole somme. Su questo problema si è espresso l'INPS con un parere, citato nell'articolo, con il quale fa chiarezza una volta per tutte."
Il segretario
Claudio Manara

MINORI DSA E CONTO CORRENTE: ACCESSO NEGATO AI GENITORI
Banche e uffici postali spesso chiedono il deposito di un provvedimento da parte del giudice tutelare per consentire l'apertura di un conto o l'uso delle somme accreditare. Ma la richiesta è illegale e l'Inps lo ha ribadito
Periodicamente alcuni brutti episodi di cronaca vedono coinvolti molti genitori di bambini disabili in difficoltà per l'accredito automatico sul conto corrente dell'assegno di invalidità del figlio minore.
Di solito l'Inps chiede infatti ai genitori di intestare al minore un conto corrente postale o bancario presso il quale versare il denaro delle indennità di accompagnamento o di frequenza che gli sono state assegnate. Ma una volta in banca o all'ufficio postale per aprire il conto corrente è già accaduto in passato, e continua ad accadere, che molti genitori si sentano rispondere che potranno disporre di tali somme solo in seguito al deposito di un provvedimento da parte del giudice tutelare.
In realtà la richiesta non è giustificata da alcun obbligo di legge, come molte associazioni che tutelano gli interessi degli invalidi fanno sapere. A seguito di numerose richieste di chiarimenti in merito alle difficoltà riscontrate da molte famiglie, sia nella fase di apertura, sia nel corso della gestione di conti correnti o libretti nominativi intestati a minori destinatari di prestazioni assistenziali, l'Inps con il messaggio n. 3606 del 26 marzo 2014, ha finalmente precisato quali sono i diritti dei genitori dei ragazzi disabili o di chi ne fa le veci. Sulla questione l'ente è stato tassativo: non serve l'autorizzazione da parte del Giudice tutelare per gestire e aprire un conto corrente intestato al minore beneficiario dell'indennità di accompagnamento o di frequenza. Tali indennità, infatti, devono essere gestite direttamente dai genitori o da chi ne fa legalmente le veci per l'assistenza e la cura del minore. In genere, se sul conto vengono effettuati versamenti e prelievi di importi limitati, alla banca potrà bastare l'esercizio della potestà genitoriale, ovvero basterà dimostrare di essere i genitori del minore o il legale rappresentante; mentre per altri atti dispositivi che eccedano l'ordinaria amministrazione, ovvero che prevedono l'esborso di somme più importanti, la banca dovrà pretendere l'autorizzazione del giudice tutelare. Questo perché l'indennità di frequenza o di accompagnamento è destinata ad essere utilizzata dai genitori o da chi ne fa le veci per provvedere all'assistenza e alla cura del minore disabile. Le somme, quindi, sono liberamente utilizzabili dai genitori ad esempio per la frequenza di corsi scolastici o di formazione, cure mediche, trattamenti riabilitativi, terapeutici e riabilitativi e per l'assistenza di un accompagnatore.

Fonte: soldi e diritti
22/09/2014 Minori disabili e conto corrente: accesso negato ai genitori
di Rosaria Barrile




 


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